di Matteo Corona
Premessa fondamentale: nel confronto tra Messi e Cristiano Ronaldo ho sempre ammirato - ormai da più di dieci anni - la straordinarietà e probabilmente l'esclusività del portoghese di esaltarsi ed essere decisivo quando la posta in palio è massima, contro le squadre più forti e le difese più arcigne e di un livello superiore. Insomma, mentalmente parlando, il leggendario 7 ex Real Madrid ha fatto di questa caratteristica probabilmente il suo punto di forza: il gol decisivo ai rigori nel 2016 in finale di Champions League vs Atletico Madrid, la doppietta a Cardiff in finale contro la Juventus, il gol in semifinale degli Europei nel 2016 e i vari guizzi nella competizione risultati essenziali alla fine - seppur sia stato costretto ad uscire anzitempo in finale con la Francia - senza dimenticare i gol al Bayern Monaco e a Neuer, le triplette all'Atletico con le maglie di Juve e Real. Non va poi tralasciato il suo peso specifico nelle vittorie dei campionati nazionali, Premier-Liga-Serie A, dove CR7 ha praticamente virato la rotta dei suoi team verso la conquista del trofeo. Ricordate la rete dell'1-2 al Camp Nou contro il Barcellona (di Messi e Guardiola) quando in panchina c'era Mourinho? In molti si scordano poi le realizzazioni che hanno indirizzato la Juventus verso la vittoria degli ultimi due Scudetti, dati per scontato ma che poi come si è visto di scontato non c'è nulla se non si hanno gli uomini in giusto, in campo in primis.
Quest'articolo non ha lo scopo di esprimere un giudizio su chi sia stato più forte tra Messi e Leo, su chi sia il cosiddetto GOAT, tanto in voga in questi tempi. Si cerca piuttosto di analizzare in maniera sintetica ma comunque obiettiva, alcuni aspetti riguardanti due tra i calciatori più forti di sempre. Per quanto mi riguarda Cristiano è stato il più grande goleador mai esistito e non solo per i numeri sfornati. Le reti vanno pesate e non solamente quantificate. Inoltre, aspetto spesso sottovalutato e non dichiarato, Ronaldo è stato un giocatore tecnicamente straordinario, non ai livelli di Messi, perché la Pulce ha sempre esteriorizzato quella classe cristallina e unica una modalità splendida e quasi fantascientifica. Detto questo, e qui si emergono dati oggettivi, la vittoria del Mondiale ha reso Lionel Messi unico nella storia, almeno per quel che concerne il palmares. Messi ha primeggiato per anni in Europa, risultando il simbolo del Guardiolismo al Barcellona, in uno dei team considerati tra i migliori della storia. A differenza di mostri sacri del passato come Maradona e Pelé, la Pulce è infatti riuscito ad unire alle vittorie in Champions League con i blaugrana, la Copa America ed il Mundial, vinto da protagonista. Trionfi gloriosi che, globalmente parlando e quindi considerando tutti i titoli, sono collegati insieme esclusivamente a Messi. Questo a prescindere dai Palloni d'Oro vinti, dalla sua classe-tecnica-genialità inqualificabili e dall'ormai gettonatissimo quesito se prima fosse o meno più complicato primeggiare nel calcio o comunque sulle tematiche relative all'evoluzione di questo sport e sulla questione riguardante che poco più di dieci anni fa il pallone poteva contare su una quantità considerevole di fuoriclasse. Aspetti preziosi per un'analisi e distinzioni tra i calciatori più forti della storia ma che necessità di una parentesi a parte di cui poi parleremo.
Concludendo,
