Comunque vada, sarà stato quasi miracolo. Il ruolino di marcia del suo terzo regno, considerate premesse d'insediamento, diventa straordinario. La ciliegina sulla torta, e che ciliegina, diventa la vittoria a San Siro. L'ultima della sua infinita carriera. Istituzione planetaria. Che più invecchia, come il vino, più diventa buono. Perché dopo Leicester il mondo e specialmente la stampa e l'opinione italiana ha rovesciato giudizi e aggettivi con cui descriveva il protagonista, Sir, Sir Claudio, Sir Claudio Ranieri.
PER AMORE Aveva deciso di smettere, cosa che farà fra poco meno ormai d'un mese, ma alla chiamata, la terza, della sua squadra e piazza del cuore non è riuscito nemmeno stavolta a dir di no: Roma e la Roma. Dopo la scellerata transizione Juric, modo anche tecnico più fallimentare possibile per tradir DDR, con un club che rasentava acque salvezza in quel novembre così turbolento e depressivo. E allora Sir Claudio, via al Ranieri 3.0.
PACATEZZA, VALORI E SAPIENZA INFINITA Di lì una rincorsa che ai più romantici ha rievocato la cavalcata del 2010, quella che all'epoca sfiorò Scudetto dell'Inter del Triplete. Prima spegnere il fuoco, quindi restituir tranquillità e serenità, e allora con calma, sapienza e pacatezza riaccendere i motori. Restituir dignità prima e quindi autostima a calciatori che ancora avevano da dare, eccome. Di un'era, ex mourinhana, che ancora aveva da dire. Stavolta non a livello continentale, dove Bilbao ha arrestato la cavalcata verso quel che sarebbe stato un finale da sogno (pensate a ciò che sarebbe stato e ciò che sarebbe successo a Roma con quell'Europa League alzata proprio dal Sir, arrestando i fantasmi ossessione di Budapest).
THE FINALE La Roma è quindi ripartita e quantomeno in ambito domesIR stico, nonostante anche avversioni come l'operazione Dybala, non s'è più fermata. Ognuno importante. Roma plasmata di nuovo a gruppo vero. Un viaggio verso 18 vittorie consecutive e piena corsa Champions, battendo e riacciuffando la Lazio: fantascienza, mesi fa. La Roma è lì, a quattro dalla fine. E se la gioca. Comunque vada, sarà emozione pura e standing ovation, salutar Sir Claudio. Ma pensate che regalo sarebbe la Roma in Champions League..
