FIRENZE - La crisi della Fiorentina è uno degli aspetti più rilevanti che catturano l'occhio della prima metà di stagione 2025/26. Una squadra letteralmente implosa, una squadra che anche negli ultimi anni stessi ha rappresentato vanto azzurro in Europa, un club che tra Italiano e Paladino ha sfiorato traguardi straordinari. Un ciclo da latitudini europee, quantomeno. Che Pioli in estate è pervenuto a consacrare, per raccogliere. Come per stessa ammissione ha promesso mari e monti, ultimo in classifica e silurato (post partenza del suo garante Pradé) a metà novembre. Quindi l'avvento di Vanoli che fino alle festività poco ha potuto fare. Un grosso sfaldato, pieno di polveriere e contraddizioni interne. L'assenza di dirigenti forti e squadra allo sbando hanno fatto il resto. La Fiorentina è esplosa, implosa, e adesso rischia seriamente la retrocessione. Deve ricostruirsi e non ha tempo: serve immediatamente DS, forse un nuovo tecnico se la sfida sembra così impossibile anche per coraggioso condottiero Vanoli, serve tagliar rami secchi e raddrizzare un team per portarsi a casa almeno sette vittorie e cinque pareggi. Questo serve alla viola per salvarsi: nell'anno del Centenario, la B, sarebbe follia. Nonostante Commisso (lontano, e questo gli viene contestato) abbia lavorato bene all'esterno del rettangolo di gioco, in campo un disastro. Ecco perché a grande pianificazione societaria (si guardi gioiello Viola Park) va sempre comunque accompagnata buona gestione tecnica, adeguata amministrazione calcistica.
