Garanzia al Max: così il Milan sta tornando Milan

In estate serviva credibilità. Solo quella. Indipendentemente da acquisti o rivoluzione. Serviva semplicemente credibilità. Per un club del taglio del Milan, naturalmente. Un certo stile, una certa serietà, un certo modello di gestione e risorse umane, di comportamenti eleganti ma pur sempre ambizione. Ciò su cui Max Allegri è diverso da tutti gli altri. Il Milan ha perso la prima, sì, ma è arrivato al 2026 senza più sconfitte. Max Allegri sta ricostruendo il Milan. Tare resta DS quotato e di reputazione, sì, ma più che colpi serviva asse e direzione. Alla fine le richieste di Max erano sempre le stesse: Modric, Rabiot e Vlahovic. Gente fatta, gente sua, gente per vincere. Gente per ricostruire soprattutto certo modo d'esser Milan. Ha sistemato la squadra e permesso ai rossoneri di ritrovare la retta via. Certo, con incidenti di percorso che per nulla coniugano lessico allegriano come i punti persi ed i gol concessi con Pisa, Sassuolo e Parma, ma il percorso è stato importantissimo, fin qui. A questi punti persi sono arrivati i successi contro le grandi: dalla Roma ma soprattutto ad Inter e Napoli, le due antagoniste più importanti per la lotta ai massimi traguardi. E adesso è lì, inizia il bello. Allegri è sempre stato chiaro: se il Milan dovesse arrivare in questa posizione a fine marzo, allora lì sì che se la gioca. Priorità qualificazione Champions, ma se ti chiami Max mai voli pindarici saranno vietati.