Fine di un'era a Madrid. Ai titoli di coda pure il secondo matrimonio tra Ancelotti ed il Real Madrid. Come l'ordine del cosmo vuole, come le narrazioni della vita plausibilmente fluttuano. I cicli e cerchi della vita. Pure il 2.0 volge al termine.
STAGIONE COMPLICATISSIMA Il complicato è sempre relativo. Parliamo di secondi posti. Tra Coppa del Re e presumibilmente Liga. Ma quando si parla del club più importante al mondo, chi deve sempre primeggiare, anche e soprattutto un secondo posto diventa fallimentare. Nell'anno di Mbappé, l'avvento a completare un puzzle di marziani generazionali e già campioni d'Europa in carica, tutti secondi posti ma soprattutto l'eliminazione, meritata e quasi umiliante, di un Arsenal scintillante prima dominante a Londra poi corsaro pure e persino al Bernabeu.
FLORENTINO E quindi Florentino, naturalmente Perez. Quella voglia di nuovo per restar al passo coi tempi, quella voglia di vincere e divertire. Gestire, alla grande, in maniera solenne come Carletto, evidentemente non basta più. A Madrid evidentemente devi sempre rinnovarti. Ciò che ha fatto Alonso a Leverkusen nel 2023/24 ha catturato e folgorato gli occhi del presidentissimo madridista: matrimonio del destino. Se tutte le altre figure in giro per l'Europa, da Xavi a Luis Enrique, significano tinte blaugrana.. Alonso è Madrid. E sarà Madrid. L'idea è quella di separarsi da Carletto in maniera gentile, da galantuomini.
BILANCIO A cavallo tra le due ere, restano tre Champions. La prima della seconda era, straordinaria. Quasi sussurrata dalle divinità calcistica. Il voler degli Dei che ha dipinto rimonte mozzafiato. Quelle in cui in templi come Bernabeu le porte risucchiano palloni decisivi. E Madrid apparentemente battuti ribaltano tutto all'ultimo respiro. Tre Champions, Lighe e Coppe del Re. Uno degli allenatori più vincenti, comunque e per sempre, della storia Madridista.
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