17 poltrone difficili da scalzar: NBA e moderna Prem, neopromosse dei giorni d'oggi che proprio non riescono a far breccia

Far breccia all'interno delle 17 regine britanniche sta diventato sempre più complicato. E questo è un altro aspetto molto Football Station, un'altra sfumatura d'NBA, di quel calderone britannico, meritevole decisamente d'approfondimento. Una sfumatura da dettare e narrare. Passa il tempo, la Premier è sempre più NBA, un'altra stagione volge al termine ma nel susseguirsi dei romanzi c'è un aspetto che sta sempre più diventato costante. Le tre regine, anno dopo anno, di quello che resta nell'opinione di chi scrive il campionato che più accarezza il livello della Top 5, i primi cinque campionati europei come La Championship, non riescono più a restar a galla: un solo anno tra i giganti ed espulse, rispedite al mittente. 

Ma quando salgono, e questa diventa la notizia degli ultimi anni, forse anche romanticamente abbastanza triste, non riescono a restar in Premier e raggiungere la sognata salvezza. Un anno in paradiso, per poi tornar giù. Come se la forza e soprattutto la potenza economica delle prime 17 le respingesse. E per il secondo anno consecutivo, le tre neopromosse tornano immediatamente in Championship. Lo scorso anno fu il piccolo Luton pensate la matricola, per mezzi la più piccolina e romantica in un gioiello novecentesco come il Kenilworth Road, a sfiorare o quantomeno provar a lottar fino alla fine, mettendo testa e capolino tra i giganti. Quest'anno Saints e Ipswich già spacciati, fa subito marcia indietro pure Leicester, un'istituzione dell'ultimo decennio. Pensate quanto sia difficile restar a galla, resistere al passo dei tempi. 

Abitudine, potenza economica e quindi tecnica, star lassù con tutto ciò che significa. 17 poltrone, difficile scalzar qualcuno. Chissà se sarà tre su tre, chissà il prossimo anno come andrà. Una cosa è certa: s'è NBA pur da questo punto di vista. Prova di forza, ma se vogliamo meno romantica. Modernità.