Man City - Liverpool 74-73: pari spettacolo all'Etihad, sarà ancora lotta al titolo fino all'ultimo respiro! Top 4 Saturday: Conte viaggia, United & Arsenal ancora KO

Finisce 2-2 la gara dell'anno in Premier League. Lo scontro diretto tra titani, Man City e Liverpool, quello più pesante, finisce in parità. Verdetti rinviati, una gara che lascia tutto aperto. Aperto perchè la distanza resta spettacolare, per chi ama lo show, specialmente per la lotta al titolo: 74-73, non cambia nulla. Avanti Guardiola, ma Klopp sarà fino alla fine lì, con la bava alla bocca, ad aspettare un passo falso del Man City del buon Pep. E non è escluso che punto a punto possa finire come due anni fa, quando fino all'ultima giornata, realmente, le squadre si contesero una Premier che vinse il Man City, visto che nessuna delle due perse punti. Guardiola sogna la sua quarta, e terza consecutiva. Klopp non perde speranze. 2-2 all'Etihad: riviviamola. 

LE PREMESSE Si parte dal 73-72. Vigilia vibrante, scottante, sì. C'è la Champions, vero, ma la missione di entrambe è quella di superare la rivale e tornare a laurearsi Campioni d'Inghilterra. Guardiola disegna il suo solito flessibile 4141. sistema in fase di non possesso diventa 4231, con Bernardo duttile che ripiega al fianco di Rodri permettendo a KDB e Sterling di andare in primo pressing sui portatori. Davanti Jesus, finalmente chance in un match così pesante anche per lui; in panchina sia Grealish che Mahrez. Jurgen Klopp risponde col suo solito 433: difesa alta, sì, ma sempre compattezza e ripartenze fulminee. Stavolta c'è Thiago Alcantara a centrocampo, quindi qualità, non solo fisicità. Ma davanti ancora Jota, Firmino come più volte quest'anno scalato in panca. E il portoghese riesce a fare ancora elestico, falso nueve come il brasiliano, per permettere ai due rivali dell'ex Coppa d'Africa amici/nemici Salah e Manè di tagliare dalle corsie e diventare tra i 7/9 più temibili a livello planetario degli ultimi anni. 

LA GARA Partenza boom boom, di nome e di fatto. De Bruyne aggredisce, tiro dalla distanza, deviazione di Matip, Alisson battuto. Orgoglio Reds, senza scomporsi: cambio gioco e affondo a destra, a rimorchio Jota, ancora gol pesanti, 1-1 e tutto in parità. Nemmeno un quarto d'ora di gioco, spot Premier. Allora City, ancora a tessere e cucire, senza fretta. Liverpool compatto ma sempre difesa alta: allora su palla inattiva lo spiovente sul secondo palo premia Jesus e quindi Guardiola, tapin perfetto a beffare Alisson e City avanti all'intervallo. Condizioni perfette per Guardiola salvo che, all'inizio della ripresa, la linea alta, stavolta cronica del City, si fa ancora beffare: i nemici/amici timbrano, assist di Salah, tapin di Manè sotto settore ospiti, 2-2 e tutto da rifare. Un piccolo club crollerebbe, i piani pure, invece no: il City tesse e palleggia, ancora, dimostrando perchè da anni parliamo di club che dominano l'NBA del Football. La Premier, per l'appunto. Palleggio e filtranti: offside sul 3-2 di Sterling, considerato attivo. Gestione ma consapevolezza. Il Liverpool non la vuole perdere, il Man City sa bene che col pari, comunque, anche senza uccidere il campionato, mantiene la testa della classifica. E così si viaggia verso il 2-2, punteggio che va in porta e diventa storia, al triplice fischio. 

SURVIVAL SUNDAY 

La Premier regala emozione ad ogni latitudine. Anche e soprattutto nella domenica salvezza, ove il Brentford trova continuità e scappa ancora dalle sabbie mobili: 2-0 al West Ham. Stavolta niente Eriksen: no Christian, no problem, trascina Toney e vittoria Bees. West Ham che soffre le fatiche europee, mantiene un posto tra le prime 7 ma probabilmente abbandona definitivamente quel sogno chiamato Champions. Nonostante il successo sull'Everton, cade a sorpresa il Burnley, che resta dunque nelle acque torbide: 2-0 Norwich, resurrezione e piccola speranza per i Canaries. Al momento retrocederebbero entrambe, assieme al Watford ieri ancora una volta sconfitto, stavolta dal Leeds. A metà classifica 2-1 del Leicester sul Palace, Leicester che adesso prepara la trasferta di ritorno dei quarti di Conference sul campo del PSV. 

TOP 4 SATURDAY 

Il sabato della corsa Champions britannica narra ancora Antonio Conte, che soffre il Villa nella prima frazione, prima di sprigionare la straordinaria qualità del tridente del suo Tottenham: brillano Kulusevski e Kane, altra tripletta record per Son, sonoro 4-0 e vento in poppa. Primo tempo straordinario per l'Aston Villa di Gerrard, che sfiora più volte il pari. Ma il DNA contiano resta tremendamente vincente, agli Spurs oggi funziona tutto: retti da Lloris, reggono l'onda d'urto Villans e nella ripresa dilagano con le giocate del loro tridente, contro cui Gerrard non può far altro che sciogliersi.

Conte approfitta dei passi falsi di Arsenal e Man United e scappa in testa nella corsa al quarto posto. I Gunners s'infrangono sul muro esperto e tosto del Brighton, corsaro 2-1 all'Emirates; Rangnick perde ancora, stavolta a Goodison Park, 1-0 Everton con Lampard che salva la panchina e prova a scacciare fantasmi Championship.

Il Chelsea, a metà strada tra lotta al titolo e lotta al quarto posto, risponde esageratamente all'ultima complicatissima settimana, forse figlia della situazione societaria che il club di Tuchel vive negli ultimi mesi. Ma punteggio tennistico a Southampton: 6-0, doppio Mount, finalmente bene pure Werner. Tuchel rinforza il terzo posto: adesso cuore a Madrid e testa a Wembley, quando fra una settimana affronterà sotto l'arco dei Tre Leoni il Palace nella semifinale di FA Cup.

Cedetteria ancor più vicina a Watford, sconfitto 3-0 dal Leeds della cura Marsch. Per il Leeds vittoria pesantissima, altri punti e continuità, per scappare dalle torbide acque della relegation zone: brillano Raphinha, Rodrigo Moreno e Jack Harrison.