Letteralmente scoppiata. Gol e spettacolo, su tutti i campi. Ma adesso non solo più: se prima gli investimenti erano maggiori, a tratti nettamente, rispetto alle altre leghe.. stavolta parliamo di cifre quadruplicate. La Premier, sempre più NBA, è l'unica che non soltanto ha resistito, ma dagli anni di Covid ne è uscita ancor più forte. La propria potenza, ad ogni latitudine di classifica, è triplicata. A livello economico oggi una medio-piccola britannica, ma pur sempre parte d'NBA, può andar a far spesa alla grande contro realtà che altrove, pur nelle leghe e federazioni più storiche del vecchio continente come Liga, Serie A o Bundes, lottano per latitudini europee. Oggi una neopromossa britannica, una volta centrato l'accesso all'olimpo NBA, ha possibilità di prendere pezzi delle nostre mediograndi: tra offerta del cartellino, ingaggio e prospettive al giocatore, che si alza in piedi alla sola idea di poter giocare lassù, coi più grandi. Ed oggi, le cifre sono folli. Il Liverpool strappa Isak al Newcastle per 150 milioni? Il Toon riversa 95 per Woltemade e 55 per Wissa, senza problemi. Cifre astronomiche, da capogiro, che testimoniano una potenza che il Covid poteva intaccare ma che invece non ha fatto altro che elevare, ancora di più.
